Aperto un fronte legale sulla vendita della rete TIM

Vivendi ha presentato un ricorso contro la vendita della rete infrastrutturale decisa dal Cda di Tim che però non contiene la richiesta di una sospensiva.

Si è aperto un fronte legale nel riassetto di Tim. Il socio di maggioranza, la francese Vivendi, ha presentato infatti un ricorso nel merito al Tribunale di Milano contro la vendita della rete infrastrutturale decisa dal Cda di Tim. Da rilevare però che il ricorso non contiene la richiesta di una sospensiva. In pratica viene contestata la modalità di approvazione della cessione, approvata dal solo consiglio di amministrazione, ma senza passare dall’assemblea degli azionisti, e la mancata attivazione della procedura prevista per le operazioni con parti correlate, evitando però di chiedere di bloccare subito l’operazione. L’azienda ha fatto sapere di andare avanti secondo i programmi di vendita stabiliti. Dedicano attenzione alla notizia i principali organi di stampa, fra i quali Milano Finanza con un articolo a firma di Alberto Mapelli, pubblicato lo scorso 15 dicembre: Secondo quanto risulta a milanofinanza.it la prima udienza è stata indicata dai legali di Vivendi per il 22 aprile 2024. I giudici dovranno confermare la data (o volendo modificarla la potranno spostare al massimo di 45 giorni). Al massimo, quindi, si potrebbe arrivare ai primi di giugno. La strategia legale dei francesi non prevede la richiesta di sospensiva, ma un ricorso nel merito per l’annullamento della delibera che accetta la proposta del fondo Usa. In questo senso sono state confermate le attese dei giorni scorsi. I francesi, primo socio di Tim, non hanno commentato le indiscrezioni circa la sua strategia.

Come sottolineato nell’articolo, secondo i francesi la vendita della cosiddetta Netco andrebbe a modificare l’oggetto sociale che prevede «l’installazione e l’esercizio con qualsiasi tecnica, mezzo e sistema, di impianti ed attrezzature fissi e mobili». Il Cda di Tim avrebbe quindi ecceduto i suoi poteri non rimandando la decisione a un’assemblea straordinaria. La replica di TIM è sintetizzata sempre nell’articolo: La società guidata da Pietro Labriola «segnala che Vivendi non ha formulato alcuna richiesta cautelare né ha chiesto di inibire in via d’urgenza l’esecuzione della delibera e degli atti negoziali conseguenti. Le attività previste dagli accordi con Kkr finalizzate al closing dell’operazione proseguiranno, pertanto, secondo quanto previsto, senza ritardi o interruzioni». Quanto al contenuto del ricorso dei francesi, Tim sottolinea che «l’iniziativa di Vivendi è stata preannunciata da mesi al mercato con effetti sull’andamento dei corsi di Borsa» e «che si fonda su argomentiche la società ha già analizzato in dettaglio al momento dell’approvazione dell’operazione». Da rilevare che Il titolo Tim in borsa è schizzato verso l’alto dopo le prime indiscrezioni perché l’operazione, vista l’assenza di una richiesta di sospensiva, per il momento va avanti.