Digitalizzazione nel PNRR: OK della UE all’Italia

Tra le novità  c’è l’incremento a 6,3 miliardi per la Transizione 5.0 (eco-digitale) delle aziende, alla quale inizialmente dovevano essere destinati 4 miliardi.

Lo scorso 23 novembre la Commissione Europea ha valutato positivamente il piano di ripresa e resilienza modificato dell’Italia, che include e prevede 66 riforme, sette in più rispetto al piano originale e 150 investimenti. Sono 145 le misure nuove o modificate, prime fra tutte quelle del capitolo REPowerEU. Una serie di investimenti nuovi o potenziati mira inoltre a promuovere la competitività e la resilienza dell’Italia, nonché a promuovere la transizione verde e digitale. Lo rende ha reso noto la Commissione nella sua valutazione positiva della revisione Pnrr italiano. Con la rimodulazione del piano il governo ha potuto liberare circa 21 miliardi di euro da destinare alle imprese. Tra le novità c’è l’incremento a 6,3 miliardi della dotazione per Transizione 5.0 ossia lo strumento del credito d’imposta per la transizione verde e la digitalizzazione delle aziende, cui inizialmente dovevano essere destinati 4 miliardi. Alle reti e alle infrastrutture andranno 5,2 miliardi di euro. Con la riprogrammazione del Pnrr «ci sono ulteriori 12,4 i miliardi per le imprese, di cui quasi 10 miliardi sui progetti del Mimit», ha commentato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.  Dedicano attenzione al tema diversi organi di stampa, fra cui Cor.Com – Il Corriere delle telecomunicazioni, con un articolo a firma di Federica Meta pubblicato lo scorso 24 novembre: La Commissione evidenzia come nelle modifiche apportate dal governo cresca l’ambizione digitale dell’Italia, grazie a una serie di nuovi investimenti che favoriscono lo sviluppo di tecnologie avanzate, sostengono le start-up e investono in ricerca e sviluppo. Il piano rivisto destina il 25,6% della sua dotazione totale al sostegno della transizione digitale del Paese (rispetto al 25,1% del piano originale).

Come sottolineato nell’articolo, il piano modificato di ripresa e resilienza dell’Italia è ambizioso anche sul fronte della connettività migliora la digitalizzazione della pubblica amministrazione e delle imprese e promuove lo sviluppo delle competenze digitali e delle tecnologie – spiega la commissione – Il piano modificato mantiene la sua importante dimensione sociale. Così nell’articolo: per la manifattura 5.0 “pura” sono 3,8 miliardi, 1,9 per l’autoconsumo e 630 milioni per la formazione. I fondi saranno distribuiti un base a un sistema di soglie e scaglioni legati ai contributi ambientali dell’investimento. Saranno dunque previsti crediti di imposta più alti per i progetti a minore impatto ambientale.