Il futuro TIM tra servizi innovativi e sostenibilità

L’AD Pietro Labriola indica il programma strategico di TIM per il prossimo futuro puntando su tre elementi: servizi, innovazione e valori sociali.

Mentre continua l’operazione per concretizzare e finalizzare la cessione della propria infrastruttura di rete a KKR e al consorzio voluto dal Mise, TIM guarda anche al suo futuro operativo e di dialogo con il mercato dell’utenza, un’evoluzione che punta su tre fattori: servizi, innovazione e valori sociali. Il programma strategico è stato sottolineato dall’AD Pietro Labriola in una intervista concessa al quotidiano La Repubblica, a firma di Walter Galbiati e pubblicata lo scorso 1 dicembre. Nell’intervista emerge come le novità per TIM partono già dal prossimo gennaio. Dice Labriola: “A gennaio lanceremo la nuova versione della nostra app, che ha già circa 10 milioni di utenti. Sarà più user friendly, sia nelle operazioni semplici come la ricarica del telefono e il cambio dei piani tariffari, ma anche nella gestione diretta dei problemi che un cliente può incontrare. Snelliremo i contratti, useremo un linguaggio più diretto con la clientela e semplificheremo le pratiche”.

Parlando di applicazioni, l’amministratore delegato affronta il problema del momento dato dal gender gap e dalla parità, anche in coerenza con la campagna in atto da TIM: “Abbiamo creato un’app, Women plus, che raccoglie posti di lavoro riservati alle donne, perché partendo dall’indipendenza economica si può iniziare a chiudere il gender gap. E da azienda leader, abbiamo coinvolto più di 200 partner nel progetto. Sulla violenza, invece, in collaborazione con l’associazione DonneXStrada, i nostri negozi si trasformeranno in Punti Viola, per offrire assistenza alle donne che si sentono in pericolo. Anche 2mila delle nostre nuove cabine telefoniche digitali su una rete di 16mila avranno tra i vari servizi un tasto per le chiamate di emergenza o per richiamare l’attenzione dei passanti attraverso un sistema di illuminazione”. La campagna intitolata “La parità non può aspettare” è cruciale per Pietro Labriola perché “in Italia esiste un tema legato al gender gap ed esiste, purtroppo, la violenza sulle donne. Non pensiamo di risolvere la situazione, ma da azienda leader, è giusto prenderci le nostre responsabilità per favorire il cambiamento”. L’operazione è importante ma non è solo marketing, come specifica Labriola in merito a come è gestito il lavoro all’interno del gestore telefonico, a tale proposito sottolinea che è stata cambiata la composizione dei consigli di amministrazione di tutte le società del gruppo, portando a oltre il 40% la partecipazione delle donne.

Durante l’intervista non poteva mancare un riferimento alla cessione della rete, che nelle parole di Labriola appare obiettivo fondamentale per TIM: “Separare la rete dai servizi ci consente di focalizzarci sui clienti e sull’innovazione. L’integrazione verticale tra la rete fissa e i servizi ci ha penalizzato sul piano regolamentare. I nostri prezzi di mercato sono regolati mentre quelli dei nostri concorrenti no”.