Intel non esclude investimenti in Italia

I vertici Intel riaprono sulla possibilità di investire nel nostro Paese per la costruzione di impianti dedicati alla fabbricazione di chipset di nuova generazione destinati a applicazioni AI.

Si riaprono le prospettive strategiche per una fabbrica di Intel in Italia, adibita alle operazioni di packaging avanzato di nuovi chip. Almeno, questo è quanto dichiarato dal CEO Pat Gelsinger a margine dell’evento “AI Everywhere” dove sono stati presentati i processori Intel di nuova generazione. “Il discorso con l’Italia non è chiuso. Ora siamo concentrati sul nuovo progetto, però io tendo a non chiudere mai la porta ad altre opportunità”, ha dichiarato Gelsinger, riferendosi al progetto di portare l’intelligenza artificiale in ogni dove, in particolare nel settore dei computer con quelli che Intel ha prontamente ribattezzato “AI PC”. Rivolge attenzione alla notizia Cor.Com- Il Corriere delle telecomunicazioni, con un articolo a firma di Domenico Aliperto, pubblicato lo scorso 15 dicembre: Lo sviluppo della tecnologia potrebbe portare nuovi investimenti in Europa: “Ne abbiamo fatti in Germania e altri Paesi, abbiamo parlato con Italia e Francia. Sono appena stata a Milano. Credo che se si vuole portare la tecnologia nel mondo, bisogna essere nel mondo. Poi c’è il problema dell’incertezza geopolitica e la sicurezza delle catene di approvvigionamento. È necessario chiedersi dov’è la domanda per i chip e avvicinarsi. Abbiamo una fabbrica in Germania, perché non aprire un centro per i test in Italia?

Come sottolineato nell’articolo, subito positiva la reazione del Ministro per le Imprese, Adolfo Urso: “Insomma io ritengo – ha aggiunto – che nel prossimo anno ci saranno diversi investimenti di multinazionali straniere tra cui anche mi auguro quelli che potrebbero coinvolgere Intel, ma non saranno soltanto quelli. Penso che il paese possa candidarsi ad attrarre investimenti di multinazionali di cosiddetti paesi amici e quindi nel nostro continente e sono ottimista che questo”. Sempre nell’articolo viene ricordato come Intel ha lanciato un nuovo portfolio di prodotti dedicati all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei data center, nel cloud, nelle reti e nei pc, e all’edge. Tra gli annunci più significativi c’è la famiglia di processori Intel Core Ultra mobile, i primi basati sulla tecnologia di processo Intel 4 e i primi a beneficiare del più grande cambio di architettura da 40 anni a questa parte, e la famiglia di processori Intel Xeon di quinta generazione, progettata con l’accelerazione AI in ogni core. L’ultimo aggiornamento sulla possibile realizzazione di un impianto Intel in Italia risaliva alla scorsa estate, quando si ipotizzava una location in Veneto. Sempre in quel momento si parlava di un eventuale investimento pari a 4,5 miliardi per la realizzazione di uno stabilimento di packaging che andrebbe a creare circa 1.500 posti di lavoro diretti e 3.500 indiretti. Le attività potrebbero iniziare – secondo il piano originale – tra il 2025 e il 2027 con un impegno pubblico che coprirebbe il 40% del totale: almeno questo era l’accordo tra il chipmaker Usa e il governo Draghi che aveva dato il via alle trattative nel settembre del 2022.