Il Sistema adottato da Valtellina indica organizzazione, iniziative e controlli finalizzati a prevenire i rischi di corruzione

La corruzione è un fenomeno diffuso che mette a rischio la buona amministrazione pubblica e imprenditoriale, ostacolando sviluppo e concorrenza. 
Ad oggi, le leggi non riescono a risolvere efficacemente il problema, ecco perché le aziende hanno la responsabilità di agire direttamente contro la corruzione. Questo può avvenire solo attraverso l’adozione di specifici sistemi di prevenzione, condivisi da tutti, tali da favorire una cultura basata su onestà e trasparenza. 
Su queste basi, Valtellina ha deciso di adottare, in aggiunta e complemento del proprio “Codice Etico” e del “Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo”, un “Sistema di Gestione della Prevenzione della Corruzione” (SGPC) in conformità alla norma ISO 37001. Il SGPC indica precisamente l’organizzazione, le iniziative e i controlli finalizzati a valutare i rischi di corruzione in azienda, prevenirli, rintracciali e affrontarli.
Importante ricordare che l’adozione di questo sistema è una scelta volontaria, che ribadisce quindi la serietà Valtellina nel privilegiare sempre azioni e relazioni improntate alla massima correttezza.

Lo scorso 28 marzo si è tenuto al Centro Congressi Giovanni XXIII di Bergamo l’evento celebrativo dedicato ai 30 anni del Centro di Ricerche Cliniche per le Malattie Rare Aldo e Cele Daccò, primo in Italia ad occuparsi di questo specifico ambito di ricerca. 

Alla base delle attività del Centro l’idea lungimirante dei professori Silvio Garattini e Giuseppe Remuzzi di creare una struttura dedicata alla ricerca dotata di attrezzature ospedaliere, sul modello dei Clinical Research Center americani. Dal 2001 il Centro Aldo e Cele Daccò con sede a Ranica (BG) accoglie il Coordinamento della Rete Regionale per le Malattie Rare della Lombardia e collabora con il Centro nazionale malattie rare dell’Istituto Superiore di Sanità. 

Al lavoro del Centro si affianca l’attività di ricerca clinica e farmacologica dell’Istituto Mario Negri. Grazie al suo impegno a sostegno delle attività di ricerca svolte dall’Istituto Mario Negri, la nostra azienda è stata invitata all’evento organizzato per i 30 anni del Centro Aldo e Cele Daccò. 

Anche nel 2022 Valtellina guarda al lavoro del team del Prof. Remuzzi come un punto di riferimento per le sue iniziative a sostegno della ricerca medico-scientifica, a partire dalla campagna 5xmille a favore dell’Istituto Mario Negri.

Valtellina certificata SA 8000:2014 sulla responsabilità sociale d’impresa

L’importante standard normativo internazionale, adottabile in forma volontaria, definisce parametri precisi su temi fondamentali nel rapporto lavoratori-impresa, in particolare sulla tutela dei diritti del personale.

Dopo un iter di certificazione particolarmente meticoloso, Valtellina ha recentemente acquisito la certificazione SA 8000:2014. Si tratta di un traguardo molto significativo, che testimonia l’attenzione e gli investimenti rivolti dall’azienda per la tutela dei diritti del proprio personale, tanto all’interno dell’azienda quanto sui cantieri. La certificazione si occupa infatti di argomenti molto importanti per la serenità del lavoratore e il rispetto della sua persona, come il benessere aziendale, la libera associazione, l’assenza di discriminazioni, la chiarezza nei parametri retributivi, negli orari di attività, nelle condizioni di lavoro.

Plastic Free: una scelta di responsabilità

Valtellina ha promosso al proprio interno una campagna di sensibilizzazione sul problema di un utilizzo troppo intenso della plastica, in particolare in ambito food and beverage. L’iniziativa rientra in quanto indicato nella più ampia campagna lanciata dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Cresce in tutto mondo l’attenzione verso il problema della plastica come materiale dal forte impatto ambientale, soprattutto nei mari. Si punta in particolare a ridurre gli imballi in plastica usa e getta, come bottiglie, piatti, bicchieri e posate. Sono infatti centinaia di milioni ogni giorno i rifiuti in plastica potenzialmente molto inquinanti e di difficile smaltimento che vengono immessi nell’ambiente. Un bottiglia in plastica può resistere anche mille anni prima di degradarsi! Il concetto base dell’opera di sensibilizzazione per ridurre il consumo di plastica è molto semplice: tutti, ogni giorno, possiamo fare qualcosa di concreto e di positivo per contenere l’uso e abuso della plastica.
Valtellina vuole partecipare attivamente ad un percorso d sensibilizzazione e azione che è allo stesso tempo ideale e concreto. In tal senso ha deciso di eliminare dalle proprie sedi la presenza di bottiglie in plastica ed altri strumenti di utilizzo quotidiano, come ad esempio i bicchieri. Eliminare però non basta: è necessario sostituire in modo virtuoso ciò che viene tolto. Ecco perché a tutto il personale Valtellina, in tutte le sedi italiane, è stata donata un’originale bottiglia in acciaio, brandizzata Valtellina e con un simpatico messaggio “plastic free”. E’ solo il primo elemento di un percorso che inizia ora guardando la futuro.

 

Il progetto prosegue con gli erogatori

La seconda fase della campagna Plastic Free è in fase attuativa. Nel “headquarter” Valtellina di Gorle sono già state installate le colonnine erogatrici di acqua, e a breve verranno posate anche nelle filiali di tutta Italia.

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